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Pillola del giorno dopo “uccide” una donna. Primo caso in Italia

pillola anticoncezionale

A cura di Pietro di Marco

E’ il primo caso in Italia e farà discutere. ​Una donna di 37 anni è morta all’ospedale Martini di Torino dopo un’interruzione di gravidanza tramite la pillola abortiva RU486. Il caso, anticipato stamattina dal quotidiano La Stampa. Nei mesi scorsi invece l’allarme era scattato in Francia per le pillole anticoncezionale. Quattro donne infatti erano morte, a quanto pare, a causa degli effetti collaterali del farmaco Diana 35. In commercio dal 1987, prodotto dalla Bayer, la pillola avrebbe tra gli effetti collaterali più comuni: ingrassamento, crisi di pianto e perdita di libido ma, in casi più rari, anche trombi sanguigni, gli stessi che hanno causato il decesso delle quattro vittime. Sotto accusa il principio attivo della pillola che contiene ormoni di sintesi tra cui estrogeni e un derivato del progesterone. In Italia, questo principio attivo è contenuto nelle pillole “Diana 35”, “Minerva” o nel “Ciproterone acetato – Etinilestradiolo”.  Per l’assunzione di questi farmaci bisogna avere la prescrizione del medico di famiglia o dell’Asl. Già in passato un caso particolare fu creato da Yasmine. Un’altra pasticca anticoncenzionale che produceva effetti spiacevoli. Ma secondo gli esperti sarebbe questa la prima volta in cui si verifichino casi del genere che portino al decesso. Il pericolo è che tale pillola può essere usata anche come rimedio per altri problemi quali cisti, acne o semplici disfunzioni ormali. Anche se dosaggi bassi non dovrebbero causare grossi problemi, un uso prolungato, invece, potrebbe, secondo gli studi effettuati, causare addirittura cancro al seno o colpi apoplettici. Tante perplessità e molti dubbi quindi.

 

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