09172014Headline:

La casa di Marinella ad Acerra: rifugio per donne vittime di violenza. Ma i servizi sociali consigliano di “fare pace” con gli aggressori

casa marinella 1

a cura di Adriana Costanzo

Stanze da letto piene di colori, culle per i più piccoli, una cucina spaziosa e una famiglia. Questa è la casa di Marinella, il centro di accoglienza per le vittime di violenza di Acerra. Un luogo di cui molti ignorano l’esistenza, alcune donne ospiti ne sono venute a conoscenza rivolgendosi altrove, lontano, non sapendo di avere una casa di rifugio nel proprio paese o comunque vicino. Mariagiovanna, Rita, Maurizio, Giovanna ed Elisa sono loro che  aiutano e seguono chi è costretta a lasciare la propria realtà a causa di maltrattamenti da parte di mariti, compagni o addirittura figli. Storie tremende quelle che si ascoltano tra le mura della casa, storie che raccontano di botte o tentati omicidi, di dolore e disperazione ma anche di speranza per poter rifarsi una vita. “Abbiamo aperto da tre anni, e abbiamo ospitato più di 50 donne vittime di violenza – racconta a Retenews24 la responsabile Mariagiovanna Nappo “la mamma” delle ragazze che giungono qui – per noi diventano una seconda famiglia, con molte di loro continuiamo a sentirci anche quando vanno via poiché l’aggressore è stato finalmente allontanato, le indirizziamo verso un lavoro e alcune si tengono occupate producendo saponette che poi vendiamo per beneficenza (guarda foto) ”. Le vittime di violenza che giungono qui sono o giovanissime o over 50. “Le donne o decidono di denunciare tutto subito oppure aspettano che i figli si facciano grandi – spiega il legale del centro Maurizio Lillo che denuncia – Il problema è che molte vengono distolte dai carabinieri e dai servizi sociali a lasciare i propri aggressori, il loro consiglio il più delle volte è di “fare pace”. La giustizia in più non aiuta in molti casi, tanto che alcune di loro sono costrette a dire alla fine “era meglio se restavo con mio marito””. Il problema, in questo senso, è anche di tipo economico. Lo Stato non ha sempre i fondi per aiutare le vittime di violenza: “Non è raro che diamo ospitalità e sostegno anche gratuitamente – afferma la psicologa Rita Gucciardino –  chi viene da noi ha bisogno di essere seguita anche quando il percorso è concluso, i danni non sono solo fisici, il più delle volte l’aiuto deve essere morale”. Il centro è quindi un oasi per chi ci vive o ci ha vissuto “La mia esperienza è stata tra le più positive della mia vita, ho incontrato persone eccezionali e mi è sembrato di riavere una famiglia – racconta Giulia (nome di fantasia) donna che ha subito violenze e istigazioni al suicidio da parte del marito – queste piccole realtà a volte sono sottovalutate e non hanno i contributi che dovrebbero, invece sono le migliori per noi, l’unica possibilità per riuscire a riscattarci da una vita di infelicità”. Per contattare lo sportello anti-violenza basta chiamare ai numeri 0815201470 o 3474530563 inoltre lo si può seguire sulla pagina facebook dedicata “La casa di Marinella”. 


Get Widget